I Responsori della Settimana Santa

RESPONSORI NELL’UFFICIO DELLA SETTIMANA SANTA

Concerti a Salerno:

  • 16 Aprile 2014 – Chiesa S. Andrea di Lavina (Largo Campo) – ore 20.30
  • 18 Aprile 2014 – Chiesa del Volto Santo (Pastena) –  ore 20.30

Una ricostruzione dello svolgimento liturgico del Mattutino del Giovedì  e del Venerdì Santo nell’intonazione  di compositori polifonici antichi e contemporanei

                                  PRESENTAZIONE STORICA

Nella liturgia della Chiesa di Roma i responsori si cantano durante l’officium Hebdomadae Sanctae ovvero durante il Mattutino del giovedì santo Venerdì e sabato santo.

Il testo liturgico è quello proposto dal Concilio di Trento.

Di carattere a volte omofonico, altre polifonico con alternanze di parti affidate ai soli, i testi liturgici dei Responsori evocano gli ultimi drammatici momenti della passione e morte di Gesù. Vennero composti quasi sicuramente nei primi secoli della cristianità e formarono in seguito il  nucleo di preghiere del cosiddetto “triduum sacrum” ovvero del giovedì e del venerdì santo.

All’inizio del rito l’unica luce che illuminava la chiesa proveniva da un candeliere triangolare detto “saetta”, su cui ardevano quindici candele(raffiguranti gli undici apostoli fedeli, le tre Marie e quella al vertice, il Cristo) e da sei ceri sull’altare.

Dopo il canto veniva  spenta una candela, e così tutte (dopo 14 salmi) ad eccezione di quella posta più in alto.  Al termine si prendeva l’unica candela rimasta accesa e la si celava dietro all’altare.

Si rimaneva cosi’ immersi “ in tenebris” per simboleggiare le tenebre che ricoprivano la terra alla crocifissione del Cristo e Nel momento della sua sepoltura.

Dopo l’orazione finale i fedeli facevano un po’ di rumore e strepito per rappresentare le convulsioni della natura alla morte di Gesù: cessato il fragore, si prendeva nuovamente –segno di resurrezione-la candela accesa dietro l’altare, la si riponeva sul candelabro e la si spegneva.

In questa fase di raccoglimento veniva recitato il Pater Noster e intonato il Miserere.

Dopo una breve orazione, il cerimoniale prevedeva “fragore et strepitus aliquantulum: la candela accesa, simbolo della luce di Cristo, solo per breve tempo offuscata dalla morte eterna, veniva nuovamente riposta sul candelabro dinanzi dall’altare. Con questo atto si poneva termine al rito.

                                    PROGRAMMA

Il programma intende approfondire l’atmosfera “ pasquale” partendo da testi liturgici messi in musica e collegati a  frammenti  poetici  e proiezioni di diapositive assemblati in modo da costituire dei “quadri “ di meditazione sugli aspetti storici, culturali, musicali, umani dell’evento “Crocifissione e Morte di Cristo”.

I testi, legati alla passione di Cristo e al rito delle tenebre come morte e della luce come resurrezione sono quelli originali dei responsori.

L’esecuzione musicale sarà    giocata su tre livelli:

il gregoriano, la polifonia antica ,la polifonia contemporanea

Il concerto si apre con la sequenza  di Vipone di Borgogna “Victimae Pascali Laudes”  che si canta ancora oggi per la Pasqua e termina con un Alleluia di Mendelssohn .

Tra l’Alleluia gregoriano iniziale e quello  finale si inseriscono i brani che commentano i momenti più drammatici della vita  di Cristo:  il dolore, la morte, la pietà, la tenerezza, la resurrezione .

I brani musicali sono di   autori estremamente  rappresentativi della polifonia antica e   contemporanea.

Palestrina, Ingegneri,   Victoria,Di Lasso, Lotti , gli autori antichi;  Kodaly, ,Poulenc, Sisask  e altri compositori viventi, gli autori contemporanei.

 

 

Questo articolo è archiviato in varie. Inserisci tra i segnalibro il permalink.

Comments are closed.